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molo sud

La Sardegna snodo decisivo tra le sponde del Mare Nostrum

spazio

di Ugo Cappellacci



Ugo Cappellacci Presidente della Regione Sardegna.
È stato Presidente della Sardinia Gold Mining.
È stato assessore tecnico della Giunta regionale.
È stato assessore alla Programmazionee Bilancio del Comune di Cagliari.
È stato coordinatore regionale di Forza Italia.

L’interesse regionale per i Paesi mediterranei
Negli ultimi anni l’attenzione verso i Paesi del Sud e dell’Est del Mediterraneo è andata rapidamente crescendo. Sostenuto soprattutto da fattori economici, e principalmente energetici, l’interesse per i Paesi mediterranei è rafforzato da un processo di integrazione commerciale e normativa con l’Unione Europea che, seppure con alti e bassi, procede da una quindicina di anni. E l’importanza dei Paesi mediterranei è ancora aumentata negli ultimi mesi poiché la crisi economica internazionale li ha colpiti in misura relativamente contenuta e le previsioni di crescita sono positive per quasi tutta l’area. L’interesse per i Paesi mediterranei, significativo a livello europeo e assai rilevante a livello italiano, è ancora più accentuato per la Regione Autonoma della Sardegna, come si può notare dando un breve sguardo ai dati economici. A livello nazionale si può ricordare che le sole esportazioni italiane verso i tre Paesi maghrebini - Algeria, Marocco e Tunisia - sono state superiori alle esportazioni verso l’intera Cina. E per la Sardegna i Paesi mediterranei, e in particolare quelli dell’Africa settentrionale, rappresentano il primo fornitore mondiale e il secondo cliente al mondo, subito dopo l’Unione Europea. Come per l’Europa e l’Italia, ma anche in questo caso in misura accentuata, gli scambi tra la mia Regione e i Paesi mediterranei sono fortemente legati al settore energetico e l’energia rappresenterà anche un elemento nodale degli sviluppi futuri nei rapporti economici con i Paesi mediterranei, in primo luogo attraverso il grande progetto di gasdotto dall’Algeria che darà il via al programma di metanizzazione della Regione, oltre ad assicurare l’ottimizzazione delle fonti di approvvigionamento di gas per l’Italia e a rafforzare la sicurezza energetica europea.  

Il contesto europeo

L’avvio nel luglio 2008 dell’Unione per il Mediterraneo (UpM) ha rilanciato la cooperazione europea con i Paesi mediterranei dopo una fase di stanchezza e delusione generata dai limitati sviluppi del Partenariato Euro-Mediterraneo inaugurato nel 1995. I sei grandi progetti dell’UpM – riguardanti la lotta all’inquinamento del Mediterraneo, le autostrade del mare, la protezione civile, l’energia solare, l’istruzione e la ricerca, l’assistenza delle piccole e medie imprese – puntano a sostenere l’integrazione e la convergenza regionale, affiancandosi all’integrazione commerciale promossa dal Partenariato Euro-Mediterraneo (l’area di libero scambio euro-mediterranea) e all’integrazione normativa promossa dalla Politica Europea di Vicinato. Data la sua forte valenza politica l’UPM ha patito, come sappiamo, i contraccolpi del riacutizzarsi a fine 2008 del conflitto israelo-palestinese, che ne ha a lungo bloccato gli sviluppi istituzionali e progettuali: una fase di stallo da cui stiamo lentamente uscendo. Nel frattempo, anche la Politica Europea di Vicinato sta facendo progressi significativi nello spazio mediterraneo, come dimostra l'avanzamento dei programmi nazionali e tematici direttamente negoziati dalla Commissione Europea. Inoltre all'interno della componente transfrontaliera della PEV, il Programma ENPI CBC “Bacino del Mediterraneo”, di cui la Regione Sardegna è Autorità di Gestione Comune, rappresenta una novità rilevante della programmazione 2007-2013. Si tratta infatti dell'unico programma multilaterale di Bacino per quanto riguarda il Mediterraneo. La coerenza strategica del Programma col rilancio del Processo di Barcellona viene espressamente riconosciuta dalla Commissione Europea che lo cita tra le fonti di finanziamento dell’UpM. La strategia progettuale dell’UpM trova infatti riscontro nella struttura delle priorità e delle misure del Programma, soprattutto in riferimento ai temi della protezione dell'ambiente, delle energie rinnovabili, dello sviluppo delle imprese e dell'alta formazione.  

L’esperienza regionale

La Regione Sardegna ha sviluppato una significativa esperienza nel campo della cooperazione con i Paesi delle due sponde del Mediterraneo, acquisita nel corso degli anni attraverso un’intensa partecipazione ad una pluralità di programmi e iniziative, in sinergia con le altre Regioni italiane, il Governo nazionale e gli organismi dell’Unione Europea. Ciò ha dato vita ad una ampia serie di progetti, programmi e accordi di cooperazione con i Paesi mediterranei, oltre che ad un’intensa rete di rapporti tra importanti attori istituzionali e socio-economici dei rispettivi territori (enti locali, università, imprese, ecc.). La Sardegna ha approfondito le relazioni con i Paesi mediterranei sia in un contesto europeo, come nel caso del Programma INTERREG III B – Medocc, che in un contesto bilaterale. Ad esempio, i rapporti instauratisi con il governo algerino per la realizzazione del gasdotto hanno portato alla definizione di ulteriori aree di cooperazione, in particolare nel settore lattiero-caseario e nella valorizzazione delle zone costiere e delle foreste. D’altro canto, l'esperienza effettuata nell'ambito del Programma INTERREG ha dimostrato che gli interventi di cooperazione contribuiscono in maniera efficace non solo all'incremento della capacità delle amministrazioni di delineare e realizzare politiche di sviluppo adeguate alle esigenze dei territori ma anche al fornire valido supporto alla diffusione della cultura di rete e di partenariato. La Regione Sardegna inoltre è capofila per il coordinamento e l’attuazione dell’Accordo di Programma Quadro “Programma di sostegno alla cooperazione regionale - Paesi del Mediterraneo”, che vede la partecipazione di tutte le Regioni italiane. In qualità di soggetto responsabile la Sardegna ha il compito, tra l’altro, di governare il processo complessivo di realizzazione delle linee di intervento previste dall’accordo, coordinando le risorse tecniche e organizzative necessarie all’attuazione del programma. Il ruolo delle autorità regionali e locali nelle attività di cooperazione sta assumendo un'importanza crescente in funzione della sua capacità di apportare valore aggiunto nelle relazioni tra Paesi in termini di sviluppo locale, di una maggior radicamento dei processi di integrazione a livello territoriale e di rafforzamento della democrazia. Questo ruolo è stato esplicitamente richiamato nelle conclusioni del summit di Parigi che ha dato vita all'Unione per il Mediterraneo e il progetto, avviato dal Comitato delle Regioni, di un'Assemblea Regionale e Locale Euro-Mediterranea (ARLEM), rappresenta per noi un'iniziativa del massimo interesse nella prospettiva della costruzione di una governance multilivello dello spazio Euro-Mediterraneo.  

I nuovi sviluppi e il Programma ENPI-CBC Bacino del Mediterraneo

Il ruolo di Autorità di Gestione Comune del Programma ENPI CBC “Bacino del Mediterraneo” costituisce per la Sardegna un'esperienza di governance particolarmente complessa e fortemente innovativa, poiché riguarda Paesi appartenenti ad entrambe le sponde del mare Mediterraneo, fortemente differenziati sotto il profilo socio-economico, culturale e istituzionale. Va sottolineato in particolare che il Programma è stato elaborato congiuntamente da tutti i Paesi partecipanti, membri e non membri dell’Unione Europea. L'ENPI CBC “Bacino del Mediterraneo” potrebbe rappresentare dunque una interessante esperienza di co-ownership, in grado di generare un insieme di scelte strategiche condivise nel campo dello sviluppo economico, dell'ambiente e delle energie rinnovabili, della formazione e del dialogo tra culture, oltre che di costituire un rilevante laboratorio di idee progettuali a livello di Bacino. La politica regionale intende mettere pienamente a frutto questa esperienza. La posizione geografica della Sardegna, quale Regione di confine rispetto al contesto europeo, la rende un naturale trait d'union con i Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Per cogliere tutte le opportunità legate a questo particolare dato geografico, abbiamo ora a disposizione tre fattori favorevoli che potrebbero contribuire ad una nuova e positiva visione dell'insularità. In primo luogo, il rinnovato interesse a livello europeo per l'area mediterranea, già richiamato all'inizio. Inoltre, il ruolo crescente e tendenzialmente sempre più strutturato delle autorità regionali e locali nei processi di cooperazione e nel dialogo nord-sud. Infine, la nuova centralità offerta alla Sardegna col compito di Autorità di Gestione Comune del Programma ENPI CBC “Bacino del Mediterraneo” che, oltre a consolidare una serie di relazioni e progetti avviati negli ultimi anni, costituisce una piattaforma strategica di grande rilievo e visibilità per l'apertura internazionale del tessuto economico, culturale e istituzionale della Regione.