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IL FARO

Unimed, il seme della cultura che unisce

Un network di 84 Università anticipa da 20 anni
l’integrazione tra le due sponde

spazio

di Domenico Laforgia e Franco Rizzi



Domenico Laforgia
Ingegnere. È Professore Ordinario di “Sistemi per l’Energia e l’Ambiente” presso l’Università del Salento (Lecce) e attualmente Preside della Facoltà di Ingegneria della stessa università. 
È Vicepresidente di Unimed, Unione delle Università del Mediterraneo
 
Franco Rizzi
Direttore Generale Unimed.

L’Unimed (Unione delle università del Mediterraneo, www.uni-med.net) è una rete che associa 84 università europee e della sponda Sud del Mediterraneo, costituita nel 1989 con sede centrale a Roma e due sedi distaccate presso l’Università Paris VIII e l’Università del Salento-Lecce. Nei primi anni ‘90, dal punto di vista politico e culturale, la situazione era caratterizzata dalla necessità di un approccio globale da parte dell’UE verso il Mediterraneo. Conseguentemente le istituzioni comunitarie hanno elaborato un nuova politica di cooperazione in grado di rispondere a questa esigenza - in particolare prendendo in considerazione alcune proposte avanzate dai paesi della sponda Sud del Mediterraneo, dal Consiglio europeo di Strasburgo e dal Comitato Economico e Sociale - dando vita ad un nuovo orientamento chiamato “Politica Mediterranea Rinnovata”.  La Comunità in quel periodo indirizzò, quindi, i suoi interventi non solo verso l’ambito economico e finanziario ma anche culturale, coinvolgendo in maniera articolata gli attori della società civile. Nel campo della formazione ad esempio, fra i programmi comunitari più importanti di quegli anni, si colloca il Programma MEDCAMPUS, che ha rappresentato una delle esperienze migliori realizzate dall’allora Comunità europea per la promozione del dialogo fra le due sponde del Mediterraneo. Il Programma prevedeva la collaborazione tra le università europee e quelle dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo. Per dare il senso del significato e dell’importanza di questa collaborazione, va sottolineato che alla realizzazione di questi programmi partecipavano professori e studenti delle due sponde. In questo contesto furono, inoltre, create reti universitarie che videro la cooperazione tra università israeliane e palestinesi nei settori più diversi.  L’Unimed ha partecipato attivamente al Programma MEDCAMPUS, promuovendo e realizzando 22 progetti e assicurando la mobilità di circa 1.000 studenti e 500 professori, su tematiche quali l’economia e la finanza, la storia, l’ambiente, le nuove tecnologie, le energie rinnovabili, il turismo e la valorizzazione del patrimonio culturale.  Da quando la Commissione europea ha lanciato il programma TEMPUS MEDA, l’Unimed ha partecipato a sette progetti, coinvolgendo ad oggi oltre 60 docenti e 500 tra studenti e funzionari universitari, evidenziando una capacità progettuale quasi da record in Italia. Nella penultima selezione TEMPUS SCM la Commissione ha selezionato due soli progetti, uno dei quali era coordinato dall’Unimed.  Oltre ai campi tradizionali quali la medicina, l’e-learning ed il restauro dei monumenti e dei siti storici, i progetti TEMPUS attribuiti all’Unimed hanno puntato su due argomenti centrali del Processo di Bologna che mira a far convergere i sistemi di insegnamento superiore: la valutazione ed i sistemi di certificazione della qualità universitaria, nonché l’internazionalizzazione delle Università. Su quest’ultimo argomento tre sono i progetti TEMPUS attribuiti all’Unimed: due in Algeria ed uno in Giordania. Nel realizzare questi progetti si è cercato di trasmettere agli associati l’esperienza dell’Unimed, per quel che riguarda la gestione dei progetti internazionali di ricerca e di formazione, descrivendo le caratteristiche peculiari della progettazione, al fine di affrontare le opportunità offerte dai nuovi sistemi di educazione, a livello regionale e internazionale. Senza dubbio i programmi comunitari rappresentano una risorsa economica importante per le università, alle quali però mancano spesso - tanto al nord quanto al sud del Mediterraneo - le capacità manageriali di riconoscere e saper gestire i progetti. Il ruolo dell’Unimed è stato sempre quello di ridurre il dislivello esistente, attraverso un’attività formativa di training on the job. Sin dalla sua creazione infatti, l’Unimed si è adoperata per essere uno strumento al servizio delle Università, al fine di incrementare la loro presenza sulla scena internazionale e di colmare le lacune ora dell’una ora dell’altra università, come in un sistema di vasi comunicanti. Questo al fine di costruire un sistema sempre più decentrato e capillare, e di reperire più agevolmente le informazioni riguardanti i bisogni di formazione e di ricerca di un Paese e delle sue Università, in linea con quanto espresso nelle Dichiarazioni di Barcellona e di Catania e più recentemente, nei propositi dell’Unione per il Mediterraneo (UpM). Durante la Presidenza slovena, all’interno dei progetti dell’UpM, è stata varata la costituzione dell’Università Euro-Mediterranea (EMUNI) stabilita a Portorose, in Slovenia, nel 2008. L’EMUNI si propone di lanciare e incrementare progetti di ricerca scientifica, di favorire lo scambio di docenti, di studenti, di pubblicazioni e informazioni scientifiche, di organizzare convegni, simposi e seminari, di promuovere l’educazione superiore nella regione mediterranea per il rafforzamento del Processo di Barcellona e, in senso più ampio, dell’Unione per il Mediterraneo. Le attività previste per l’attuazione di tali obiettivi riguardano l’organizzazione di programmi di educazione superiore; la ricerca e lo sviluppo sperimentale in biotecnologia, scienze naturali, ingegneria, scienze sociali ed umane; l’organizzazione di master e dottorati presso/con le università partner.  L’Unimed è tra i fondatori dell’EMUNI, che si presenta come una struttura policentrica e, all’interno di questo contenitore, l’Associazione intende esaltare il ruolo fino ad oggi avuto, attraverso l’ipotesi di attivare un’azione - denominata “iniziativa per la mobilità del sapere”- che si inserisce nel quadro delle decisioni di Catania e che è alla base della costruzione dei curricula. Si è già prospettato alle università aderenti alla rete questa idea e constatato la loro disponibilità ad organizzare corsi post-graduate insieme a docenti di diverse università mediterranee. Il modello di mobilità del sapere prevede che i Paesi che vi aderiscono esprimano le loro priorità, mentre il centro organizzativo abbia la responsabilità di rispondere alle esigenze di networking. Tale modello potrà essere reso immediatamente fruibile, con molteplici vantaggi, grazie alla rete dell’Unimed che è in grado di soddisfare la richiesta costante di formazione proveniente dalle università associate della sponda Sud.  La messa a regime di una iniziativa come questa nel quadro previsto dall’EMUNI, avrebbe il pregio di rispondere ai bisogni di formazione che soltanto la flessibilità di una rete universitaria consente di assolvere. L’attivazione di tale progetto, da operarsi in collaborazione con le università europee e mediterranee, che attuano il sistema di riconoscimento dei crediti, rappresenterebbe dunque un contributo utile per risolvere parte dei problemi ed realizzare quanto auspicato nella Dichiarazione di Catania. Pertanto l’esperienza dell’Unimed, acquisita in venti anni di attività, può incrementare la sua azione al servizio degli atenei nello spirito di collaborazione, come enunciato nella proposta del Presidente Sarkozy, per rilanciare le attività culturali, di formazione e di ricerca nel Mediterraneo. Un altro degli assi portanti delle attività dell’Unimed riguarda i progetti legati alla valorizzazione del Patrimonio culturale euro-mediterraneo, nell’ambito del quale l’Associazione ha avuto ben quattro progetti assegnati. Anche in questo settore, la forza della rete è stata determinante: nel solo Programma Euromed Heritage II ad esempio, l’Unimed ha gestito un progetto (Unimed Cultural Heritage II) al quale hanno partecipato 21 istituzioni, a vario titolo legate al mondo dei beni e delle attività culturali, in 11 paesi dell’area di tutto il bacino. E ancora grazie alla capillarità del suo network, nel 2007 l’Unimed ha stipulato con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) un accordo di cooperazione nel quadro della “EIB University Networks”. Si tratta di un sistema di partenariato della BEI con le reti di Università per il quale l’Unimed rappresenta l’interlocutore preferenziale con il compito di canalizzare l’iniziativa “Universities Action Programme” e di incrementare la cooperazione tra la Banca e il mondo accademico. Nell’ambito di questo accordo infatti l’Unimed svolge azione di networking e seleziona giovani laureati che possono usufruire di stages presso la Banca. Recentemente l’Associazione ha anche presentato alla BEI una proposta per la creazione di un Osservatorio per la rilevazione dei bisogni formativi nel settore dei trasporti, affinché questo sia un luogo in cui l’Università incontra la business community. Nel febbraio 2008, inoltre, l’Unimed ha firmato un contratto con il Ministero Italiano dei Trasporti per l’attuazione di un progetto di ricerca sullo “Stato dei Trasporti nella regione euro-mediterranea”, con particolare riferimento ai rapporti tra il sistema italiano dei Trasporti e gli omologhi sistemi in dieci Paesi dell’area MEDA, e con lo scopo di aiutare ad identificare punti di vista e priorità dei partner mediterranei nel settore dei Trasporti. Al fine di effettuare questa ricerca, l’Unimed ha creato un sub-network in materia di logistica, trasporti ed intermodalità nell’ambito della rete dei propri associati. Sulla stessa falsa riga, l’Unimed ha intenzione di crearne un altro sulla sicurezza e il risk management: un argomento molto sentito dalla società civile, di grande attualità e fonte di preoccupazione in tutta l’area. La circolazione delle informazioni è stata una delle priorità dell’Unimed che, fin dalla sua fondazione, si è data come obiettivo lo svolgimento di attività legate allo sviluppo della conoscenza dei Paesi del Mediterraneo attraverso la comunicazione. L’azione dell’Associazione, in questo senso, è sempre stata tesa ad incrementare il dialogo e la comprensione reciproca, creando i presupposti per una maggiore integrazione culturale, politica ed economica, grazie alla condivisione di valori comuni e attraverso il rispetto delle differenze.  Il settore di intervento prescelto è quello della Cultura, nelle sue diverse forme di organizzazione e manifestazione nella consapevolezza e nella convinzione che gli orizzonti culturali non possono vivere nell’isolamento, ma al contrario, debbano essere alimentati dagli scambi, dalle differenze e dal confronto. Un esempio fra tutti: sono passati ormai più di sei anni dalla nascita del “Chiosco”, la Rassegna Stampa settimanale trasmessa in italiano e in arabo da RaiNews 24/Rai Med, consultabile sul sito www.Arabnews.it ed inviata, con cadenza settimanale, ad una mailing list di circa 5.000 indirizzi. La redazione dell’Unimed, con l’apporto di professori ed esperti provenienti dalle Università associate e più in generale dal mondo della politica e della cultura, selezionano oltre 60 settimanali, quotidiani e siti web arabi ed europei, evidenziando gli editoriali e gli approfondimenti.  Sempre nell’ambito del dialogo e della comunicazione, l’Unimed infine sta lavorando alla preparazione di una iniziativa culturale, rivolta essenzialmente agli studenti delle due sponde, che prevede una vasta mobilitazione sul tema dell’incontro tra le civiltà.