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ECONOMIE E DIRITTI

Profitti senza tasse, la Libia Eldorado per
gli investitori esteri

E con gli accordi di agosto l’Italia è in prima fila

spazio

di Abdulhafed Gaddur



Abdulhafed Gaddur
Ambasciatore Libico,
è in Italia come diplomatico con vari incarichi dal 1985. 
È stato ambasciatore della Libia presso la Santa Sede. 
È coordinatore dei rapporti tra Italia e Libia presso il Ministero degli Esteri di Tripoli.

La Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista gode di un’ importante posizione strategica sul Mar Mediterraneo, in quanto possiede una costa che si estende per una lunghezza di circa 2.000 km.Essa possiede, inoltre, una variegata topografia: vi sono montagne alte, fertili vallate ed un bel deserto. Contiene splendidi siti archeologici risalenti alle numerose civiltà avutesi col susseguirsi delle epoche: dai fenici, ai romani, all’epoca turca, per le quali città come Sabrata, Leptis, Cirene ed altre ancora, testimoniano le civiltà e le peculiarità di ciascuna di esse, specialmente nel settore urbanistico con le sue arti e le sue meraviglie. La Rivoluzione del 1° Settembre, sin da quando è iniziata nell’anno 1969, sotto la guida del Leader Moammar Gheddafi, aveva compreso tali realtà e si adoperata per dominare queste risorse naturali al fine si spingere la ruota del progresso e dello sviluppo sul territorio libico.Ha dedicato particolare interesse al settore del petrolio, nel considerarla risorsa primaria nel Paese. Ha richiamato, quindi, le famose società mondiali per la sua estrazione. Indi, ha costruito le raffinerie per la sua lavorazione. Così, questa preziosa risorsa è diventata una grande fonte di reddito nella Gran Giamahiria. È stata utilizzata nella attuazione di progetti strategici, quali la petrolchimica, la siderurgia e l’acciaio, il grande fiume artificiale… accanto ai progetti agricoli, industriali e scientifici. Ciò nella consapevolezza che la ricchezza del petrolio è esauribile e si doveva trasformarla in altre alternative più durevoli. Da qui l’interessamento della Rivoluzione del 1° Settembre al settore degli investimenti. Ha, quindi, emanato delle leggi che disciplinano questo settore ed ha fornito agli investitori, specie a quelli stranieri, tutti i mezzi per agevolarli a lavorare in Libia affinché venissero utilizzate le loro alte capacità tecnologiche per contribuire all’attuazione degli ambiziosi piani di sviluppo predisposti in Libia. La Gran Giamahiria si adopera per la costituzione di Istituzioni per il sostegno di opportunità di investimenti, quali la Società per gli Investimenti Interni ed Esterni e la Banca Libica Estera. Le vigenti legislazioni che disciplinano le attività di investimenti nella Gran Giamahiria, mirano alla promozione dell’investimento di capitali stranieri per la costruzione di progetti di investimenti nel quadro della politica generale dello Stato e degli obiettivi di sviluppo economico e sociale ed in particolare:il trasferimento delle tecnologie moderne;la formazione di personale tecnico libico;la diversificazione delle fonti di reddito;contribuire allo sviluppo dei prodotti nazionali al fine aiutare il loro ingresso nei mercati internazionali;la realizzazione dello sviluppo del territorio. Ai progetti è fatto obbligo di realizzare tutto o in parte di quanto segue:produrre merci per l’esportazione o contribuire all’incremento delleesportazioni;l’uso di moderne tecnologie; un marchio commerciale od esperienza tecnica;fornire servizi di cui necessita l’economia nazionale o contribuire al suomiglioramento o sviluppo;provvedere allo sfruttamento o ad contribuire allo sfruttamento di materiali grezzi locali. Sono permessi gli investimenti nei seguenti settori:l’industria;la sanità;il turismo;i servizi;l’agricoltura; Gli incentivi offerti dalla legge agli investitori stranieri sono rappresentati da quanto segue: A. esonero da tutte le imposte e tasse doganali dei macchinari, delle attrezzature ed apparecchiature necessari all’esecuzione del progetto; B. esonero da tutte le imposte e tasse doganali delle installazioni, dei pezzi di ricambio e delle materie prime necessari alla gestione del progetto; C. esonero del progetto stesso dalle imposte sul reddito, quest’ultimo quale risultato della attività relativa ad un periodo di cinque anni dalla data di inizio della produzione; D. esenzione dall’imposta sulla produzione delle merci destinate all’esportazione nonché il loro esonero dalle imposte e tasse sulle esportazioni al momento dell’export. Giova ricordare, in questa sede, la realtà solida - compresa dagli investitori stranieri che desiderano investire in Libia - rappresentata dal clima di stabilità di cui gode la Gran Giamahiria, tanto da essere considerato un fattore di attrazione per l’investitore straniero che può operare serenamente in un paese che si distingue appunto per stabilità politica e sociale. Per quanto riguarda l’Italia, le sue sviluppate relazioni con la Gran Giamahiria avviate con forza dalla firma del Comunicato Congiunto Italo - Libico del 1998 e rafforzate dalla firma del Trattato di Amicizia, Partenariato e Cooperazione tra i due Paesi avvenuta il 30.08.2008, - recentemente ratificato dal Parlamento Italiano con le sue due Camere, quella dei Deputati e del Senato - costituiscono un fattore propulsivo ed un terreno per gli investimenti italiani in Libia, aprendo delle opportunità che consentono alle imprese italiane ed agli investitori italiani di lavorare in Libia attraverso la partecipazione ai grandi e ai piccoli progetti attualmente presenti sul territorio libico, trasformatosi in un cantiere di lavoro. Miliardi di dinari sono stati assegnati con l’obiettivo di traghettare la società libica verso gli orizzonti del progresso e del benessere nei vari settori, per compensare quanto perso nella fase dell’ingiusto embargo che fu imposto alla Libia a causa delle sue posizioni che rifiutavano ogni forma di dominio sostenendo le cause dei popoli ed il loro diritto a vivere con orgoglio e dignità. Pertanto, la Libia ben accoglie gli amici italiani, le imprese e gli uomini d’affari che vi giungono ad investire nel suo territorio.Realtà, questa, che marcherà un ritorno di profitto per i due Popoli: quello libico e quello italiano.