al-Sadr
Assenso
Bauman
de Gourdon
Di Maio
Dini
Eran
Jean
Letta
Martino
Massoni
Padovani
Pöttering
Raimondi
Scannapieco
english
cerca   

email stampa pdf  


DA BARCELLONA ALL'UpM

Il dialogo per vincere le sfide del 21° secolo

Dai processi migratori ai mutamenti climatici: la partita dell’Unione per il Mediterraneo si gioca sui temi concreti

spazio

di Jean-Marc de La Sablière



Jean-Marc de La Sablière
Ambasciatore
di Francia in Italia
 

Affinché il nostro futuro sia un futuro di pace, di giustizia e di progresso, ogni paese del Mediterraneo deve fare uno sforzo, come lo hanno fatto gli Europei per mettere fine all’ingranaggio fatale della guerra e della violenza che, secolo dopo secolo, ha seminato la barbarie nelle civiltà. Se ci siamo riusciti noi europei, non ci sono ragioni perchè non riescano a farlo i popoli del Mediterraneo. Siamo tutti convinti che il sogno europeo e il sogno mediterraneo siano inseparabili l’uno dall’altro. Quando si affronta la questione del Mediterraneo, l’idea che i nostri interessi strategici maggiori siano in gioco diventa inevitabile. La geografia comanda la strategia, possiamo quindi dedurre che una crisi nei Balcani abbia delle conseguenze per noi. Possiamo altrettanto dedurre che il persistere del conflitto israelo-palestinese abbia delle conseguenze per noi. Sappiamo anche che la mancanza di sviluppo della sponda sud del Mediterraneo avrà solo maggiori conseguenze negative per noi.Il Mediterraneo è oggi al centro delle grandi problematiche di questo 21° secolo: - la questione dei crescenti divari di sviluppo e le sfide migratorie : in nessun’altra parte del mondo, il divario del livello di vita è stato cosi grande quanto tra le due sponde del nostro mare; -    la posta in gioco del dialogo tra le civiltà, le culture e le religioni ; è intorno al Mediterraneo che gli scambi potranno annientare i fanatismi, la stabilità internazionale e il futuro dell’Europa si giocheranno quindi in gran parte nel Mediterraneo ; -    l’accesso all’acqua e le conseguenze del riscaldamento climatico che interessano già in modo particolare i paesi rivieraschi del Mediterraneo. L’avvio dell’Unione per il Mediterraneo il 13 luglio scorso a Parigi, su iniziativa del Presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy fa seguito all’appello di Roma lanciato dalla Francia, l’Italia e la Spagna in data 20 dicembre 2007. Significa quanto l’Italia sia, come la Francia, al centro di quello che potrebbe rappresentare il futuro del Mediterraneo. L’Unione per il Mediterraneo rappresenta soprattutto un nuovo strumento al servizio di una visione di dialogo, di cooperazione e di pace nel bacino del Mediterraneo. Rappresenta allo stesso tempo un nuovo metodo per nutrire il dialogo sulla base di progetti concreti.Nel 1995, l’Europa ha preso l’iniziativa di inaugurare a Barcellona il dialogo euro-mediterraneo che ha suscitato tanta speranza. Grazie al processo di Barcellona, da 13 anni, i popoli dell’Europa e del Mediterraneo hanno imparato a dialogare e a riflettere insieme. Ciò che Barcellona ha compiuto, dobbiamo preservarlo. Ma Barcellona ha anche dei limiti. Il processo di Barcellona non ha permesso lo sviluppo di relazioni equilibrate tra le due sponde. In questo contesto, la presa di coscienza del nostro destino comune ci ha condotto a fare ulteriore proposte. È la ragione per la quale abbiamo creato l’Unione per il Mediterraneo secondo il cosiddetto metodo “funzionalista”, sul modello della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio di Jean Monnet e Alcide de Gasperi. Abbiamo scommesso che un lavoro in comune su argomenti di interesse comune - l’acqua, l’ambiente, le risorse ittiche, la protezione del patrimonio, la sicurezza marittima, l’energia, l’educazione, ecc... - farà nascere solidarietà concrete capaci di superare le divisioni politiche. Questo nuovo modo di concepire le relazioni tra i popoli dell’Europa e del Mediterraneo è simboleggiato dalla co-presidenza posta in testa all’Unione per il Mediterraneo, che riunisce un paese del Nord e un paese del Sud, oggi la Francia con l’Egitto, non blocco contro blocco, non il Nord contro il Sud, non l’Europa da un lato e tutti gli altri dall’altro, ma uniti, esprimendo insieme l’interesse generale di tutti. Abbiamo ovviamente assunto dei rischi. Durante la riunione ministeriale di Marsiglia, nel novembre scorso, gli Stati membri dell’ Unione per il Mediterraneo hanno deciso di nominare un Segretario generale e sei Segretari generali aggiunti, tra cui un Israeliano e un Palestinese. È la prima volta che Israeliani e Palestinesi accettano di lavorare insieme in seno ad un’organizzazione internazionale. Non era certo che accettassero e non è certo che funzioni. L’Unione per il Mediterraneo si basa su due elementi fondamentali : da una parte, si crea un sistema istituzionale specifico coerente, sia con il progetto europeo, sia con l’idea di un partenariato equilibrato tra il Nord e il Sud ; tale equilibrio, ancora una volta, rappresenta la condizione indispensabile per il successo del progetto ; d’altra parte, ci si impegna a lavorare su progetti concreti con una segreteria per aiutarli e guidarli, sul modello della Commissione europea. È quindi in qualche modo un “colpo doppio”: risolvete problemi concreti e, allo stesso tempo, instaurate fiducia. L’Unione per il Mediterraneo rappresenta uno scenario potenzialmente virtuoso : solidarietà di fatto, con la gestione congiunta di problemi e progetti concreti, riguardano la costruzione della fiducia tra i protagonisti. Al Vertice di Parigi sono state individuate sei tematiche prioritarie dai capi di Stato e di governo : - disinquinamento del Mediterraneo ; - autostrade del mare e autostrade terrestri ; - protezione civile ; - piano solare mediterraneo ; - insegnamento superiore e ricerca, università euro-mediterranea ; - iniziativa mediterranea di sviluppo delle imprese. A Marsiglia, dal 3 al 4 novembre scorso, la conferenza ministeriale che si è svolta sotto la presidenza dei ministri francese ed egiziano degli Affari esteri, Bernard Kouchner e Ahmed Aboul Gheit, ha raggiunto un accordo globale che concretizzi l’ambizione di un partenariato rafforzato intorno al Mediterraneo. I ministri degli Affari esteri hanno raggiunto all’unanimità un accordo sulla partecipazione della Lega araba a tutte le riunioni e a tutti i livelli. Sul piano politico, è stato adottato un testo ambizioso. I ministri hanno affermato insieme per la prima volta dal 2005 l’importanza dell’iniziativa di pace araba. Hanno altresì ribadito il loro sostegno al processo d’Annapolis, nonché al dialogo indiretto tra Israele e la Siria. Hanno apprezzato l’avvio di relazioni diplomatiche tra la Siria e il Libano. È stato anche stabilito il programma di lavoro dell’Unione per il Mediterraneo per il 2009. Le riunioni che si svolgeranno quest’anno consentiranno di attuare progetti concreti a livello regionale nei sei settori individuati durante il vertice di Parigi. Grazie a tale risultato, la riunione di Marsiglia ha confermato la dinamica avviata al Vertice di Parigi il 13 luglio scorso, raggruppando membri dell’Unione europea e i loro partners mediterranei, e apre la strada alla realizzazione di progetti concreti prioritari. Per concludere, vorrei sottolineare ancora una volta che la creazione dell’Unione per il Mediterraneo rappresenta un evento fondamentale, una novità che potrebbe avere, che dovrebbe avere un maggiore impatto sulla relazione tra i paesi della sponda sud e quelli della sponda nord. Possiamo sperare che tale Unione favorisca anche una migliore intesa tra alcuni paesi della sponda sud. Senza dubbio, la creazione progressiva di una zona di sviluppo e di dialogo è la posta in gioco. È la ragione per la quale l’Unione rappresenta un contributo maggiore ad una strategia di pace. È un grande obiettivo. La strada per arrivarci non sarà certamente facile. Bisognerà conservare la visione iniziale, evitare la burocratizzazione e successivamente stabilire nuovi obiettivi ambiziosi. Il successo come al solito dipenderà della partecipazione di ognuno, ma per farcela, ci vorrà un’avanguardia, un motore. L’Italia, La Francia, con altri paesi, sono tutti designati per questo compito. Jean-Marc de La Sablière Ambasciatore di Francia in Italia