Nord e Sud Partner per unire il Mediterraneo
Il mondo ci chiede di essere all’altezza della pace
di Sarkozy
Discorso di Nicolas Sarkozy al Vertice di Parigi per il Mediterraneo
Grand Palais Domenica 13 luglio 2008
Signore e Signori, in presenza del Presidente MOUBARAK, dichiariamo aperto il Vertice Fondatore dell’Unione per il Mediterraneo, introduco i lavori prima di dare la parola al Presidente MOUBARAK Signore e Signori Capi di Governo, è un grande onore per la Francia accogliere a Parigi i rappresentanti di tutti i popoli che condividono il Mediterraneo e per i quali il Mediterraneo è la fonte di ogni fede, di ogni cultura e di ogni ragione. I popoli del Mediterraneo si sono spesso divisi. I popoli del Mediterraneo si sono spesso combattuti. I popoli del Mediterraneo si sono spesso dilaniati. Si sono combattuti, si sono divisi, si sono dilaniati, è vero, ma non perché erano troppo diversi ma perché in fondo erano troppo simili e oggi questi popoli, che rappresentiamo, si riuniscono perché sappiamo che condividono lo stesso sogno di civiltà. Il Mediterraneo ha inventato una certa idea della felicità, della saggezza, dell’autostima. Ma il Mediterraneo ha anche inventato la tragedia e un modo proprio di sentire e di esprimere la gioia, la sofferenza e le passioni umane. Oggi, ognuno di noi, intorno a questo tavolo, vuole far trionfare le forze della vita. Ognuno sa che sarà difficile. E voglio ringraziare tutti coloro che hanno accettato il mio invito, poiché per ognuno si tratta di fare uno sforzo. Poiché ognuno reca in sé ricordi d’ingiustizia, di dolori, di sogni frantumati che non si cancellano. Senza dimenticare nulla del passato, con le generazioni future, dobbiamo guardare insieme verso il futuro. Perché questo futuro sia grande, perché questo futuro sia un futuro di pace, di giustizia e di progresso, ognuno di noi deve fare uno sforzo, come lo hanno fatto gli Europei per mettere fine all’ingranaggio fatale della guerra e della violenza che, secolo dopo secolo, ha seminato la barbarie nel cuore della civiltà. Ciò che Noi, Europei, siamo riusciti a fare, non c’è nessun motivo che i popoli del Mediterraneo non riescano a farlo. Se siamo riuniti oggi, è perché siamo tutti convinti che il sogno europeo e il sogno mediterraneo siano inseparabili l’uno dall’altra. Riusciremo insieme o falliremo insieme. Se siamo riuniti, è perché non possiamo accontentarci di basare le nostre relazioni sulla tolleranza, ma perché dobbiamo andare oltre, dobbiamo aprirci l’uno con l’altra, con comprensione e rispetto. Se siamo riuniti, è perché non vogliamo più essere solo vicini di casa, ma perché vogliamo essere partners. Nel 1995, l’Europa ha preso l’iniziativa di inaugurare a Barcellona - e ringrazio il Primo ministro spagnolo - il dialogo euro-mediterraneo che ha suscitato tanta speranza. Grazie al processo di Barcellona, da 13 anni, i popoli dell’Europa e del Mediterraneo hanno imparato a dialogare e a riflettere insieme. Ciò che Barcellona ha compiuto, dobbiamo preservarlo. Ma è ora che la presa di coscienza del nostro destino comune ci conduca a darci i mezzi per agire, a riprendere in mano il nostro futuro comune, ovvero a scrivere insieme la nostra storia comune in modo equo tra il Nord e il Sud. Grandi sfide sono da accettare insieme. Non c’è intorno a questo tavolo quello che decide e quello che subisce. Ci sono uguali doveri e diritti per ognuno di noi. È la scelta politica, la scelta morale, la scelta storica fondamentale dell’Unione per il Mediterraneo : la parità, l’uguaglianza, il potere di decisione esercitato in comune. Dobbiamo stringere relazioni solidali intorno a progetti concreti. Questo nuovo modo di concepire le relazioni tra i popoli dell’Europa e del Mediterraneo sarà simboleggiato dalla co-presidenza posta in testa all’Unione per il Mediterraneo, che riunirà un paese del Nord e un paese del Sud. È con questo spirito che la Francia intende assumere con l’Egitto, a nome di tutti Voi, tale responsabilità, non blocco contro blocco, non il Nord contro il Sud, non l’Europa da un lato e tutti gli altri dall’altro, non faccia a faccia, non fianco a fianco, ma uniti, esprimendo insieme l’interesse generale di tutti. La prima civiltà fraterna costruita sull’idea di diversità è nata dal Mediterraneo. Spetta a tutti i popoli del Mediterraneo insegnare questa lezione a tutti gli Uomini, facendo rivivere questa diversità che allora ha spesso consentito, a Cordova, a Tangeri, a Costantinopoli, a Tunisi, a Alessandria, a Beirut, e in altre numerose città, che tutti i popoli, che tutte le credenze possano vivere insieme in pace, rispettandosi, avendo coscienza che al di là delle differenze, uno stesso sentimento d’umanità, uno stesso amore della vita, uno stesso bisogno di giustizia, ci lega gli uni con gli altri. Insieme possiamo costruire la pace nel Mediterraneo come ieri abbiamo costruito la pace in Europa. Voglio salutare il coraggio di tutti coloro che hanno risposto al nostro invito. Evidenzio che ci voleva ancora più coraggio per i paesi della sponda Sud di essere presenti che per noi, paesi della sponda Nord. Voglio ringraziare i Capi di Stato arabi per essere presenti, per aver accettato di assumere una tale responsabilità e per aver compiuto un gesto di pace. Voglio dire a ognuno di voi che è il benvenuto oggi a Parigi. Su alcune osservazioni fatte in passato : abbiamo assunto dei rischi con il Presidente Moubarak. Ma chi può dire che si può vivere senza assumere dei rischi? Chi potrebbe contestare l’idea che la vita è fatta solo per questo motivo, assumere dei rischi? Se il grande rischio che abbiamo assunto in Europa, ovvero quello di tendere la mano, Signor Presidente Bachar AL-ASSAD, di avere fiducia, Signor presidente Mahmoud ABBAS, di invitare un amico, Signor Primo Ministro OLMERT, se il rischio significa tendere la mano, scommettere sulla pace, capirsi e fare in modo che l’Europa sia al servizio della pace nel Mediterraneo, allora il vero rischio, Signor Segretario generale delle Nazioni Unite, sarebbe stato quello di non prenderne alcuno. Voglio anche salutare la presenza del Presidente della Commissione europea e del Presidente del Parlamento europeo, Presidente dei Parlamenti del Mediterraneo, affinché ognuno capisca che sono unite tutte le istituzioni dell’Europa intorno al sogno di unità del Mediterraneo. Vorrei dire ai miei partners e ai miei amici d’Europa, Angela MERKEL per prima, che i paesi rivieraschi del Mediterraneo, come la Francia, e i paesi che non lo sono, hanno uno stesso interesse : la pace e la stabilità nel Mediterraneo, e hanno una stessa volontà - penso a tutti paesi del Nord Europa, il successo dell’Unione per il Mediterraneo. Cari amici, per concludere, non bisogna cancellare Barcellona, José Luis ZAPATERO. Si tratta di fare di più dopo Barcellona. Signore e Signori, lo avete capito, il mondo intero vi guarda e guarda verso la Turchia, la Grecia, l’Algeria, il Marocco, ma guarda anche verso la Palestina e Israele. Guarda verso la Croazia, guarda verso l’Europa nel suo insieme e pensa : “questa generazione di politici sarà all’altezza della pace?”. Non troveremo la pace questa mattina, questo pomeriggio, ma quello che stiamo costruendo, bisogna farlo bene, bisogna superare i nostri disaccordi, bisogna superare le nostre divisioni per costruire uno strumento di pace al servizio del nostro mare comune, il mare Mediterraneo. Vi ringrazio.