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L'INTERVENTO

La vantaggiosa logica delle geometrie variabili

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di Franco Frattini



Franco Frattini
Ministro Affari Esteri

Il Mediterraneo costituisce una fondamentale opportunità di crescita per l’Italia e l’Europa, soprattutto in questa fase storica caratterizzata da un crescente dinamismo economico dei nostri partner mediterranei della sponda Sud. Rimaniamo fortemente impegnati nel rilancio delle politiche euromediterranee, che rivestono un’importanza strategica prioritaria per il nostro Paese. Siamo in particolare convinti che il processo di integrazione economica regionale, cruciale per lo sviluppo del nostro Mezzogiorno, debba ulteriormente approfondirsi, trasformando il Mediterraneo in una regione sempre più coesa, capace di guardare oltre la già prevista creazione di un’area di libero scambio.     
Il rinvio a novembre del vertice dell’Unione per il Mediterraneo testimonia la complessità del processo euromediterraneo, ma non dobbiamo dimenticare che il contesto regionale è caratterizzato anche da positivi segnali di collaborazione, in particolare nel Mediterraneo occidentale, con il Dialogo 5+5, e nell’area adriatico-ionica.

Proseguono anche alcune importanti iniziative settoriali, come il progetto di Banca euromediterranea, l’iniziativa Pmi, il Piano Solare Mediterraneo con i collegati progetti Desertec e Transgreen e l’Inframed, che mirano a favorire la cooperazione economica nel Mediterraneo promuovendo al contempo l’omogeneità di sviluppo fra le due sponde: anche se basate, finora, su un approccio volontario di gruppi limitati di Paesi, assumono particolare significato, prevedendo, in forme diverse, il coinvolgimento del mondo imprenditoriale e finanziario, uno dei fattori maggiormente innovativi introdotti dall’UpM. Sono fiducioso che il completamento dell’architettura istituzionale dell’UpM attraverso l’istituzione del Segretariato, che sarà definitivamente operativo nei prossimi mesi, favorirà lo sviluppo della cooperazione nel solco delle macroaree prioritarie – ambiente, energia, infrastrutture, protezione civile, istruzione superiore e ricerca, Pmi – concordate in occasione del vertice istitutivo di Parigi. Proprio perché l’Italia vuol dare un contributo efficace, riteniamo intanto fondamentale intensificare la “cooperazione rafforzata” tra i Paesi mediterranei costieri più interessati al raggiungimento di uno stretto partenariato. La priorità mediterranea della politica estera italiana ed europea deve essere infatti declinata non solo nel quadro generale dell’UpM, ma anche nelle sue dimensioni subregionali, tenuto conto della logica delle geometrie variabili che è spesso essenziale per la realizzazione dei progetti.
Siamo intenzionati a sfruttare in pieno le potenzialità offerte dall’appena assunta copresidenza italiana del Dialogo 5+5, e le prospettive di sviluppo della regione adriatico-ionica, positivamente emerse nell’ultima riunione di Ancona.
Alla luce di questi scenari sono convinto che il sostegno pragmatico alla cooperazione euromediterranea si fondi su permanenti sinergie tra pubblico e privato.
In questo spirito, l’Italia, tenuto conto dei positivi esiti dell’edizione 2009, promuove nuovamente il 12 e 13 luglio a Milano il Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo, che costituisce l’occasione, per i rappresentanti dei governi e del mondo degli affari dei Paesi della regione, di discutere in un quadro informale le prospettive economiche del bacino del Mediterraneo, con particolare riferimento a settori cruciali come le energie rinnovabili, le infrastrutture e le Pmi. Tenuto conto dell’impatto della crisi economico-finanziaria, che rischia di far riemergere le fragilità dell’area, il Forum rappresenta inoltre un momento propizio per dibattere il modello di sviluppo dell’intera regione mediterranea, che richiede un approccio condiviso tra Nord e Sud.
Ricordo che, lo scorso anno, il Forum di Milano aveva messo in rilievo una vasta convergenza tra i Paesi partnermediterranei sull’esigenza di iniziative comuni nel campo della sicurezza e dello sviluppo delle reti energetiche, delle energie alternative e del Piano Solare, delle reti di trasporto intermodali e portuali, della valorizzazione delle Pmi, volano essenziale per la crescita economica di una regione dove costituiscono l’apparato produttivo prevalente. I partecipanti avevano in particolare riconosciuto le gravi carenze infrastrutturali – reti energetiche, reti di trasporto, reti di telecomunicazioni – di cui la regione mediterranea soffre lungo i suoi assi orizzontali e verticali, e la necessità di sviluppare ulteriormente il progetto delle “autostrade del mare”, con attenzione anche alla sfera della soft security e alla cooperazione nel campo della sicurezza marittima. Strategico era stato anche considerato il tema dell’interdipendenza energetica, per fronteggiare le sfide legate, da una parte, all’aumento della domanda di energia e, dall’altra, all’esigenza di ridurre le emissioni nocive, imposta dal cambiamento climatico.
Gli investimenti per lo sviluppo delle reti di interconnessioni elettriche, particolarmente rilevanti per il ruolo dell’Italia quale potenziale hub energetico tra Mediterraneo ed Europa, e lo sviluppo di fonti rinnovabili attraverso il Piano Solare Mediterraneo, avevano ricevuto prioritaria attenzione. Quest’anno ci ripromettiamo di ricalcare lo stesso impianto, cercando però di definire in dettaglio le strategie comuni lungo le tre direttrici principali che abbiamo individuato: energia, infrastrutture e Pmi. Il panel energia intende focalizzarsi sulle prospettive dell’“area euromediterranea dell’energia”, valorizzando il ruolo degli organismi di regolazione come Medreg, che sono essenziali per l’armonizzazione dei mercati energetici nel Mediterraneo.
Il tema dello sviluppo delle infrastrutture energetiche – penso ai progetti di gasdotti Galsi e Itgi e agli elettrodotti, insieme ai loro anelli di distribuzione – sarà ugualmente centrale, come il tema dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, con prioritaria attenzione ai progetti di energia solare Desertec e Transgreen, che convergono e mirano a realizzare il Piano Solare Mediterraneo.     
Il panel infrastrutture dedicherà ampio spazio alla presentazione del fondo Inframed, recentemente divenuto operativo e destinato a finanziare infrastrutture in progetti greenfield nei Paesi della sponda Sud, da parte della Cassa Depositi e Prestiti e delle omologhe istituzioni di Francia, Marocco ed Egitto coinvolte nell’iniziativa. Dobbiamo inoltre procedere allo sviluppo di un sistema logistico, capace di potenziare le relazioni commerciali tra l’Italia e i Paesi della sponda Sud in una più ampia prospettiva regionale. Sarà oggetto di dibattito anche il ruolo dei costruttori e delle società di ingegneria, attraverso l’Associazione Nazionale Costruttori Edili e le omologhe associazioni mediterranee, sulla possibilità di nascita di un “anello” mediterraneo delle infrastrutture, collegato al sistema europeo dei Ten’s.

Il panel Pmi, al quale è prevista la partecipazione di rappresentanti apicali della Banca Mondiale, della Bei e di importanti istituzioni bancarie, farà stato dell’avanzamento della Mediterranean Business Development Initiative, promossa dall’Italia in ambito UpM e attualmente dibattuta in sede Bei con l’obiettivo di creare una struttura operativa che faciliti l’accesso al credito delle Pmi della regione fornendo loro assistenza tecnica. Sarà inoltre affrontato il tema del rafforzamento delle istituzioni arbitrali nel Mediterraneo, particolarmente necessario per le Pmi, che vede l’Italia impegnata nella creazione di un network euromediterraneo dell’arbitrato.
Lo sviluppo economico della regione richiede anche di approfondire la riflessione sulla nascita di un’istituzione finanziaria euromediterranea ad hoc, che è storicamente sostenuta dall’Italia e che ha recentemente ricevuto l’appoggio del Parlamento italiano. Proseguiremo durante il Forum il coordinamento con gli altri partner maggiormente interessati, al fine di verificare le prospettive di realizzazione dell’iniziativa. Confidiamo che il Forum Economico e Finanziario per il Mediterraneo di Milano, che negli ultimi anni ha maturato una significativa esperienza, possa trasformarsi in un regolare evento di concertazione informale in grado di incidere in maniera sempre più rilevante sulle dinamiche regionali. L’Italia, divenuta il primo partner commerciale, tra i Paesi Ue, dei Paesi della sponda meridionale e orientale del Mediterraneo, con oltre il 20 per cento dell’interscambio totale, mira a consolidare ulteriormente la sua posizione in un bacino che, nonostante la poco favorevole congiuntura finanziaria, mostra di essere decisivo per l’internazionalizzazione del nostro sistema economico. E il nostro impegno sempre più passa per Milano, il cui apparato istituzionale, economico e finanziario dà prova di lungimirante attenzione nei confronti dell’area verso la quale convergono in maniera immediata i nostri interessi strategici.